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Classifica acque minerali: cosa dice Fredi (a caldo) e cosa dicono i dati (a mente fredda)

Articolo scritto il
27/07/2026
Classifica acque minerali

Ogni tanto, tra il serio e il faceto, ci piace mettere alla prova chi lavora con noi con domande che sembrano semplici e che semplici non sono mai. Questa volta abbiamo chiesto a Fredi: "Se dovessi stilare una classifica delle acque minerali più diffuse in commercio, quale faresti?"

Il risultato è un video spontaneo, buttato giù di getto, in cui Fredi Bertocchini, titolare di Mondo Acqua Italia, passa in rassegna le acque più note sugli scaffali italiani. Come capita spesso con questo tipo di classifiche "a braccio", l'ordine finale dipende tanto da cosa viene in mente per primo quanto da un vero criterio: più che una classifica scientifica, è un elenco di impressioni. Detto questo, dentro ci sono comunque diverse indicazioni corrette, che vale la pena riprendere e poi verificare con i dati reali.

Ecco il video short:

La classifica "a caldo" di Fredi

Ricostruendo l'ordine dal video, ecco come si posizionano le acque citate:

  1. L'acqua del depuratore — per Fredi il vero primo posto, fuori concorso rispetto a tutte le bottiglie
  2. Lauretana — residuo fisso bassissimo, indicata anche per chi ha patologie particolari
  3. Sant'Anna — acqua molto leggera, adatta soprattutto a chi soffre di reni
  4. Lete — indicata per chi suda molto e ha bisogno di reintegrare i sali minerali
  5. San Gemini — ideale per i bambini
  6. Rocchetta Brio Blu — buon equilibrio tra magnesio e leggerezza
  7. Uliveto — ricca di calcio e magnesio, ideale per gli anziani
  8. Acqua Panna — acqua equilibrata, ma non la più indicata per chi fa sport
  9. Ferrarelle
  10. Levissima

E la numero uno, dice Fredi, resta comunque un'altra: quella del depuratore, "perché sei tu stesso a scegliere i sali minerali nella tua acqua, a seconda che ti serva per fare sport o per tutti i giorni".

Una classifica genuina, utile per capire come viene percepita ogni acqua da chi la beve tutti i giorni — ma, come dicevamo, non è un ranking scientifico.

Allora abbiamo fatto un passo indietro e siamo andati a controllare i numeri reali.

La classifica a mente fredda: cosa dice davvero il residuo fisso

Il parametro più oggettivo per confrontare le acque minerali è il residuo fisso: la quantità di sali minerali disciolti in un litro d'acqua, misurata dopo evaporazione a 180°C. In base a questo valore, la normativa italiana distingue quattro categorie: minimamente mineralizzate (sotto 50 mg/l), oligominerali (50–500 mg/l), mediominerali (500–1.500 mg/l) e ricche di sali minerali (oltre 1.500 mg/l).

Ecco come si posizionano, dal residuo fisso più basso al più alto, le acque citate nel video (dati da etichette ufficiali e schede prodotto):

PosizioneAcquaResiduo fissoCategoria
1Lauretana14 mg/lMinimamente mineralizzata (tra le più leggere d'Europa)
2Sant'Anna22 mg/lMinimamente mineralizzata
3Levissima80,5 mg/lOligominerale
4Acqua Panna141 mg/lOligominerale
5Rocchetta (Brio Blu)171 mg/lOligominerale
6Uliveto741 mg/lMediominerale
7San Gemini500–1.500 mg/l*Mediominerale
8Ferrarelle1.280 mg/lMediominerale

*Per San Gemini l'azienda dichiara solo l'appartenenza alla fascia "medio minerale" (500–1.500 mg/l); alcune fonti online la collocano intorno ai 1.100–1.200 mg/l.

Qualche osservazione:

  • Fredi aveva ragione su Lauretana e Sant'Anna: sono davvero tra le acque più leggere in commercio, adatte a un consumo quotidiano e a chi ha bisogno di un basso apporto di sali.
  • Uliveto e San Gemini sono effettivamente più mineralizzate, ricche soprattutto di bicarbonati e calcio: la loro fama di acque "da reintegro" o adatte a specifiche fasi della vita ha un fondamento reale, anche se il residuo fisso da solo non basta a stabilire per chi sono più indicate — la scelta va sempre valutata insieme al medico in presenza di patologie specifiche.
  • Rocchetta e Acqua Panna si collocano a metà classifica: oligominerali, ma con un residuo fisso più alto di Levissima.
  • Il residuo fisso non è di per sé un indice di qualità: un valore alto non significa "acqua peggiore", significa solo più sali minerali disciolti. Conta il contesto: età, attività sportiva, eventuali patologie renali o cardiovascolari.

E allora, chi vince davvero?

Qui la battuta di Fredi coglie un punto reale, anche a mente fredda: con un depuratore d'acqua non stai scegliendo un'unica acqua fissa in bottiglia, ma puoi orientare il grado di mineralizzazione in base a chi la beve e a cosa serve — un'acqua più leggera per l'uso quotidiano, una più ricca di sali quando serve reintegrare dopo lo sport.

Aggiungiamo un altro paio di vantaggi che nella classifica "di pancia" non compaiono: si eliminano il trasporto delle casse d'acqua e lo smaltimento delle bottiglie di plastica, oltre alla variabilità di conducibilità e residuo fisso che le acque minerali possono subire durante trasporto e stoccaggio.

Quindi sì: tra il serio e il faceto, Fredi aveva individuato la sostanza. Anche i dati, alla fine, gli danno ragione.


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